Prevenzione delle piaghe da decubito: guida agli ausili antidecubito e alla cura domiciliare

Ausili antidecubito

Quando un genitore anziano, un partner o un familiare si ritrova costretto a letto dopo un intervento chirurgico, un ictus o a causa di una patologia cronica, la gestione della quotidianità cambia all’improvviso. 

Tra le preoccupazioni principali che affliggono i caregiver troviamo la comparsa delle piaghe da decubito (dette anche ulcere da pressione o lesioni da letto). Vedere la pelle arrossarsi o temere la formazione di ferite profonde provoca un forte senso di ansia. 

Le lesioni da decubito non compaiono, per fortuna, dall’oggi al domani e si possono prevenire con efficacia quando si conoscono i primi campanelli d’allarme e si adottano i giusti ausili.

Le piaghe da decubito si sviluppano quando il peso del corpo schiaccia continuamente la pelle e i tessuti sottostanti contro la superficie di un letto o di una sedia a rotelle.

Questa pressione prolungata riduce l’afflusso di sangue e ossigeno nella zona interessata, provocando prima un sofferenza cutanea e poi una vera e propria lesione.

Le aree più esposte sono le cosiddette prominenze ossee, dove l’osso è più vicino alla cute. In posizione sdraiata (a letto) queste corrispondono a osso sacro, talloni, caviglie, gomiti, scapole e nuca. In posizione seduta (in carrozzina) corrispondono invece a glutei, zona ischiatica (le ossa inferiori del bacino su cui poggiamo direttamente il peso quando siamo seduti) e zona lombare.

Trattare una piaga già formata richiede interventi clinici complessi e tempi lunghi: per questo è importante fare prevenzione prima che la ferita si apra, prestando attenzione a questi sintomi:

  • La pelle appare rossa e il colore non torna normale nemmeno dopo aver cambiato la posizione del paziente
  • La zona arrossata è al tatto più calda o più fredda rispetto alla cute circostante
  • Il tessuto sotto la pelle appare al tatto rigido, gonfio o dolente

IMPORTANTE: non bisogna aspettare che compaiano i primi arrossamenti per agire,
la prevenzione deve iniziare subito! 

I principali fattori di rischio includono:

  • Mobilità ridotta o assente, cioè l’impossibilità di cambiare posizione da soli
  • L’avanzare dell’età, che aumenta la fragilità della pelle
  • Incontinenza e umidità: il contatto prolungato con urina o sudore renderà la pelle cedevole
  • Decorso post-operatorio o degenza prolungata (es. riabilitazione da frattura del femore o interventi complessi)
  • Patologie neurologiche o vascolari, come ictus o diabete, che riducono la sensibilità al dolore o alterano la circolazione sanguigna
  • Disidratazione o malnutrizione

La prevenzione si basa innanzitutto sulla riduzione e ridistribuzione delle pressioni d’appoggio. 

Per questo utilizzare materassi e cuscini tradizionali per una persona allettata non basta, servono sistemi antidecubito specifici ideati per alleviare il carico sui punti critici.

  • A compressore con elementi ad aria (ciclo alternato): sono composti da camere d’aria che si gonfiano e sgonfiano alternativamente grazie a un compressore silenzioso. Questo movimento continuo cambia i punti di appoggio del corpo in modo automatico, riattivando la circolazione sanguigna.
  • In fibra cava siliconata (un materiale speciale traspirante a forma di tubicino, che non si appiattisce col peso) o memory foam ad alta densità: ideali per chi ha un rischio di lesione da basso a medio. Sagomati a sezioni o scanalature, distribuiscono il peso corporeo in modo omogeneo senza creare compressioni localizzate.
Letto ortopedico con materasso antidecubito

  • Cuscini in gel o fluido: assorbono le forze di scorrimento (cioè quel pericoloso attrito che si crea sulla pelle quando il paziente, ad esempio, scivola lentamente in avanti sulla seduta della sedia) e modellano la forma del bacino.
  • Cuscini ad aria a bolle connesse: offrono il massimo livello di scarico per i pazienti ad alto rischio di ulcere.
  • Talloniere e gomitiere antidecubito, che avvolgono le estremità evitando che il tallone prema direttamente sul materasso
  • Cuscini cuneo e posizionatori, utili per mantenere il paziente inclinato di fianco (posizione a 30°) senza affaticare la colonna.

La gestione quotidiana richiede piccole attenzioni che fanno una grande differenza:

  1. Effettuare cambi di posizione regolari: se il paziente è a letto, alternare la posizione (da supina a laterale destra e sinistra) ogni 2-3 ore
  2. Lavare la pelle con detergenti neutri senza strofinare con forza. Asciugare bene le pieghe cutanee per prevenire la macerazione da umidità
  3. Applicare creme barriera o emollienti specifiche per rinforzare il film idrolipidico della pelle (la naturale barriera protettiva della pelle)
  4. Assicurarsi che il familiare beva a sufficienza e segua un apporto proteico adeguato per sostenere i tessuti

Quando si gestisce un’emergenza a casa, non sempre è necessario acquistare subito tutte le attrezzature:

  • Noleggio immediato: se la degenza è temporanea (es. una convalescenza di 1 o 2 mesi), il noleggio di un letto ortopedico e di un materasso antidecubito permette di allestire la stanza in tempi rapidi e con un costo contenuto (scopri il nostro servizio di noleggio ausili nell’articolo dedicato)
  • Fornitura tramite ASL o INAIL: per i pazienti con invalidità riconosciuta o in corso di accertamento, il Servizio Sanitario copre la fornitura di letti ortopedici, materassi e cuscini antidecubito. Puoi consultare tutti i passaggi necessari nella nostra Guida alle Pratiche ASL e INAIL

La scelta dell’ausilio antidecubito dipende dal livello di rischio del paziente, dal suo peso e dalle sue condizioni generali. Per questo motivo, fare acquisti affrettati o generici rischia di non proteggere adeguatamente la salute del tuo caro.

Siamo a tua disposizione nella nostra sede di Via Paolo Baratta 140 a Battipaglia: il nostro staff ti aiuterà a valutare la classe di rischio, scegliere il sistema antidecubito più adatto per l’acquisto o il noleggio e attivare, se ne hai necessità, la consegna rapida a domicilio.

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